La SRL, fra le società di capitali è la tipologia di società più diffusa nell’imprenditoria italiana, perciò per moltissimi imprenditori è fondamentale sapere come pagare meno imposte con una SRL, sempre rispettando i confini di ciò che è permesso dal legislatore e rimanendo nel perimetro della legalità.
Indice
- 1 Pianificare la struttura fiscale
- 2 Non prelevare gli utili e non distribuirli
- 3 Applicare lo schema holding-trading
- 4 Applicare il regime della trasparenza fiscale
- 5 Pianificare attentamente come erogare il compenso annuo dell’amministratore
- 6 Sfruttare i rimborsi spese analitici nel compenso all’amministratore
- 7 Distribuzione degli utili
- 8 Attenta gestione della contribuzione INPS
- 9 Diventare soci lavoratori
- 10 Attuare un controllo di gestione efficace
Le imprese con questa forma giuridica sono soggette a una tassazione proporzionale almeno del 27,9% complessiva tra IRES e IRAP (per quest’ultima l’aliquota può variare da regione a regione), ma se al conto si aggiunge anche la tassazione personale dei soci e la previdenza si può arrivare a percentuali davvero elevate.
Di seguito un elenco di consigli per gli imprenditori che desiderano pagare meno imposte con una SRL.
1 Pianificare la struttura fiscale
Pianificare la struttura fiscale della propria attività prima ancora di avviarla, per sfruttare i vantaggi riservati alle novità o derivanti dall’unicità dei propri asset (ad es. sfruttando le regole previste per marchi, brevetti ecc.).
2 Non prelevare gli utili e non distribuirli
In questo modo si evita di pagare l’imposta sostitutiva del 26% sui dividendi distribuiti; in molti casi, infatti, è preferibile usare gli utili per autofinanziare l’azienda, perché il capitale reinvestito all’interno dell’impresa è soggetto alla riduzione fiscale prevista dall’ACE (Aiuto alla Crescita Economica).
3 Applicare lo schema holding-trading
Questo è un meccanismo complesso e non è sempre la soluzione ideale per le PMI di tipo familiare, ma può essere una soluzione adatta per chi ha in mente operazioni di integrazione verticale o orizzontale del proprio business oppure per chi si trova a dover pianificare un passaggio generazionale. Nel concreto questa soluzione prevede la costituzione di una società A, partecipata dai soci, che detiene tutte le quote della società B, cioè la società effettivamente operativa. Grazie alla disciplina PEX (Partecipation Exemption), la società B potrà trasferire il reddito netto alla società A la quale a sua volta sarà tassata solamente dell’1,2% sul 5% dell’ammontare imponibile.
Lo schema holding-trading però non si adatta molto a quelle imprese che devono necessariamente distribuire utili, perché semmai sono una fonte di reddito fondamentale. In questi casi esistono diverse strade percorribili come quelle descritte di seguito.
4 Applicare il regime della trasparenza fiscale
In questo modo si fa applicare la tassazione del reddito imponibile della SRL sui soci della stessa, applicando gli scaglioni IRPEF. Per redditi bassi, sottoposti quindi a un’aliquota ridotta, sarà conveniente in quanto sarà possibile dedurre le spese sostenute da ogni socio per l’INPS dall’imponibile. Come già detto, essendo l’imposta sui redditi delle persone fisiche una tassa progressiva, questo consiglio vale in particolare per i redditi imponibili di fascia medio-bassa e diventa meno conveniente sui redditi più elevati.
5 Pianificare attentamente come erogare il compenso annuo dell’amministratore
Generalmente il compenso dell’amministratore è stabilito tramite delibera dell’assemblea dei soci, e la gestione è molto simile a quella di un dipendente normale, che percepisce una busta paga al netto di INPS e IRPEF. Il compenso dell’amministratore è un costo per la società e quindi concorre a ridurre l’utile che verrà tassato alla fine.
6 Sfruttare i rimborsi spese analitici nel compenso all’amministratore
Il rimborso di questi oneri infatti non si considera imponibile ai fini fiscali e previdenziali. Le spese devono essere ben documentate e possono comprendere ad esempio vitto, alloggio, viaggi e trasferte.
7 Distribuzione degli utili
E’ una modalità poco utilizzata dalle imprese italiane per remunerare i soci, ma può essere una strada adeguata se si vuole risparmiare sul pagamento dei contributi INPS alla gestione separata. Inoltre, per i soci è prevista una tassazione fissa pari al 26%, in quanto si tratta di redditi da capitale.
8 Attenta gestione della contribuzione INPS
La questione dei contributi INPS merita un’attenzione specifica, perché bisogna considerare che in alcuni casi, come per il settore del commercio e artigianato, i soci lavoratori sono tenuti a pagare l’INPS per la quota di reddito che hanno generato, a prescindere dagli utili effettivamente percepiti. La quota INPS, infatti, dipende dagli utili prodotti dalla società, a prescindere dal fatto che gli utili siano stati prelevati o meno dai soci.
9 Diventare soci lavoratori
Per ovviare alla problematica di cui sopra, una possibilità è quella di stipulare per i soci un contratto di lavoro dipendente per evitare di pagare la contribuzione INPS della gestione separata e applicare la contribuzione come socio lavoratore prestatore d’opera.
10 Attuare un controllo di gestione efficace
Arrivati a questo punto avrai capito che non esiste una formula magica valida per tutte le SRL che vogliono pagare meno imposte. La strada più efficace è quella di monitorare almeno annualmente la propria situazione finanziaria, economica e patrimoniale, facendosi guidare nelle proprie scelte dal commercialista di fiducia.
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Ovviamente i suddetti consigli rappresentano un semplice spunto informativo sull’argomento del risparmio fiscale con l’SRL.
Con il presente documento non si pretende di dare una spiegazione o un’informazione esaustiva (il che richiederebbe centinaia di pagine), ma solo una massima sintesi del tema in questione.
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